Biografia

Ognuno/a di noi è partito/a da formazioni ed esperienze differenti: chi da laboratori di teatro (con i maestri Giacomo Zito e Luigi Pisani), chi di improvvisazione (con il maestro Max Vellucci), chi da esperienze di performance, chi, infine, da formazioni di danza classica.

Ci siamo incontrati/e nell’avventura e disavventura (!) del progetto “Anime Selvagge”, un’opera inedita, scritta e diretta da Giovanna Silvestri, che attraverso brani ed arie famosi di musica barocca affronta i temi della violenza di genere e dalla transizione sessuale.

> Vedi il video teaser del progetto Anime Selvagge

Anime Selvagge però non ha visto le luci della ribalta: ad una settimana dal debutto l’insorgere della pandemia ha decretato il famoso primo lockdown nel marzo 2020 con la conseguente drammatica chiusura dei teatri. Il sogno di poter portare lo spettacolo a teatro è definitivamente svanito con il secondo lockdown.

> Vai al blog di Anime Selvagge

Per noi rimane comunque il nostro primo spettacolo. Anime Selvagge è stato un ambizioso progetto artistico, ma anche sociale, i cui contributi, raccolti attraverso iniziative, donazioni e una riuscitissima campagna online di crowdfunding, sono stati devoluti alle associazioni promotrici della serata: Centro Arcipelago e ActionAid.

In questo modo, infatti, abbiamo iniziato l’importante collaborazione, che continua tuttora, con il Centro Arcipelago, associazione che promuove e supporta lo sviluppo sano e libero di ogni persona, attraverso attività dedicate a bambini e bambine, così come iniziative specifiche per ragazzi e ragazze adolescenti.

> Vai al sito del progetto per la campagna crowdfunding

Tra le iniziative di crowdfunding ricordiamo le “Serate Diamantine“: eventi dedicati alla divulgazione della musica barocca attraverso riformulazioni di senso da performance contemporanee.

> Vedi le foto della Serata Diamantina (dicembre 2019)

Sebbene iniziate di presenza le Serate hanno visto, a causa della pandemia, anche formulazioni online. Infatti, riconoscendo che la storia del e nel teatro si sviluppa per impedimenti, abbiamo visto nell’isolamento forzato del lockdown la possibilità di indagare più approfonditamente l’uso dei mezzi di comunicazione a distanza per la performance teatrale.

In questa circostanza abbiamo avuto la fortuna di avere Lucia Ciardo – attrice, regista e autrice, coach teatrale, attiva da anni nelle scene teatrali della capitale – come sostegno e guida. Attraverso le sue lezioni e la sua generosa umanità abbiamo realizzato Mercuzio Selvaggio (regia e montaggio di Giovanna Silvestri), un’interpretazione personale e corale del famoso monologo di Mercuzio del Giulietta e Romeo di Shakespeare.

> Vedi il video di Mercuzio Selvaggio

Gli anni sono trascorsi: l’impensabile è accaduto e noi siamo ancora con la voglia di lavorare insieme e trovare sempre nuovi sensi al tempo che viviamo. Ma quale direzione prendere?

Desiderato quanto imprevedibile ecco un nuovo inizio: incontriamo Loredana Parrella, coreografa, regista, direttrice artistica di Twain – centro produzione danza, con cui stiamo continuando ad apprendere ed approfondire l’arte del recitare, del creare e dello stare insieme nel corpo e nel rito, che poi è un ricercare e ri-trovare l’arte del teatro. 

> Vedi un video teaser del primo workshop con Loredana Parrella

> Vedi le foto del workshop di aprile 2022

Un piccolo frutto di questo anno di ricercAzione è la performance itinerante in strade e piazze “Di chi sono queste giacche?”. La panchina, al centro della scena di Anime Selvagge, acquista qui un nuovo significato: su di essa sono state lasciate delle giacche ed un cartello stradale indica la domanda, ma non la direzione della possibile risposta. Un tacquino gigante dà la possibilità allo spettatore occasionale di scrivere la propria personale risposta, frutto della propria esperienza e fantasia. I performers re-agiscono alle giacche ed alle risposte dei viandanti… il copione si autocrea.

> Vedi dove faremo la prossima performance

Con questa performance intendiamo interloquire con il territorio, cosa lo agita? cosa lo muove? cosa ricorda, immagina, proietta? Dopo un periodo di stasi forzata ed una ripartenza precaria dall’orizzonte incupito dalla guerra e dal disastro ecologico, si disegna un paesaggio apocalittico ricco di paura, ma anche di fiducia nel futuro. Al teatro la capacità di trasformare la testimonianza dell’orrore in scintille di speranza.

> Vedi foto della performance a Genzano di Roma

> Vedi video “Di chi sono queste giacche?” a Genzano di Roma